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Varie caratteristiche dell'Oro
L'oro è un
metallo di colore giallo "in massa", ma che può assumere anche una
colorazione diversa a seconda delle sue leghe: rossa,
violetta e nera
quando è finemente suddiviso o in soluzione colloidale, mentre appare
verde se ridotto ad una lamina finissima. È il metallo più duttile e
più malleabile noto; un grammo d'oro può essere battuto in una lamina
la cui area è un metro quadrato. È un metallo tenero e per questo viene
lavorato in lega con altri metalli per conferirgli una maggiore
resistenza meccanica.
L'oro è anche
un ottimo conduttore di elettricità, inferiore solo al rame e
all'argento, e non viene intaccato né dall'aria né dalla maggior parte
dei reagenti chimici. Da sempre la sua elevata inerzia chimica ne ha
fatto un materiale ideale per il conio di monete e per la produzione di
ornamenti e gioielli. Tuttavia, pur essendo inalterabile all'ossigeno,
all'umidità, al calore, agli acidi ed agli alcali caustici, può essere
ossidato con acqua regia o con soluzioni acquose contenenti lo ione
cianuro in presenza di ossigeno o acqua ossigenata. Si scioglie inoltre a
contatto con il mercurio formando amalgami.
Si trova allo stato nativo, spesso accompagnato da una frazione di
argento (compresa tra l'8% ed il 10%), sotto forma di electron (oro e
argento naturale). Al crescere del tenore di argento, il colore del
metallo diviene più bianco e la sua densità diminuisce.
L'oro si lega
con molti altri metalli; le sue leghe col rame sono rossastre, con il
ferro sono verdi, con l'alluminio sono
violacee, col platino sono
bianche, col bismuto e l'argento sono nerastre.
Gli stati di ossidazione più frequenti che l'oro assume nei suoi composti sono +1 (sali aurosi) e +3 (sali aurici).
Gli ioni dell'oro vengono facilmente ridotti e precipitati come oro
metallico per addizione di praticamente qualsiasi altro metallo. Il
metallo aggiunto si ossida e si scioglie facendo precipitare l'oro
metallico.
Applicazioni dell'oro nei
vari settori
L'oro puro è troppo tenero per poter essere lavorato normalmente;
viene indurito legandolo ad altri metalli (in genere rame e argento).
L'oro e le sue leghe sono usati in gioielleria, nel coniare monete e
sono uno standard di cambio valutario per molte nazioni. Per via della
sua resistenza alla corrosione ed alle sue notevoli proprietà
elettriche, ha trovato sempre più spazio anche in applicazioni
industriali. Sono in corso studi sull'utilizzo dell'oro come
catalizzatore; infatti l'oro mostra una grande attività catalitica
quando si trova in forma di nanoparticelle disperse su adeguati
supporti.[3][4][5]
I catalizzatori supportati a base di oro ricoprono un ruolo fondamentale in diverse reazioni, tra cui:
- ossidazione di monossido di carbonio (CO);[6]
- ossidazione completa di idrocarburi;
- ossidazioni selettive;
- reazioni di water-gas shift.
L'attività di questi catalizzatori dipende notevolmente dal metodo di preparazione e dal tipo di supporto utilizzato.
Tra gli altri usi:
- nella componentistica elettronica:
- svolge funzioni critiche in molti computer, apparecchi per telecomunicazioni, motori jet e numerose applicazioni industriali;
- trova ampio uso come materiale di rivestimento delle superfici di
contatti elettrici, per garantirne la resistenza alla corrosione nel
tempo;
- in ambito astronautico:
- l'oro è usato come rivestimento protettivo di molti satelliti
artificiali, data la sua elevata capacità di riflettere sia la luce
visibile che quella infrarossa;
- a scopo medico e diagnostico:
- l'oro colloidale viene utilizzato in un particolare tipo di elettroforesi, una metodica di diagnostica medica.
- realizzazione di otturazioni e ponti in odontoiatria;
- in sospensione colloidale, trova impiego nella pittura delle
ceramiche ed è oggetto di studio per applicazioni biologiche e mediche;
- l'aurotiomaleato di disodio è un farmaco per la cura dell'artrite reumatoide;
- l'isotopo radioattivo 198Au (emivita: 2,7 giorni) è usato in alcune terapie anti-tumorali;
- nelle indagini a miscroscopio:
- l'oro è usato per rivestire campioni biologici da osservare sotto un microscopio elettronico a scansione;
- in ambito fotografico:
- l'acido cloroaurico trova uso in fotografia per far virare l'immagine prodotta dai sali d'argento;
- a scopo ornamentale:
- l'oro può essere tirato in fili ed inserito in tessuti ed ornamenti;
- l'oro bianco - una lega con platino, palladio, nichel o zinco -
funge da sostituivo del platino in alcune applicazioni ed in
gioielleria; - inoltre tale lega ha un basso coefficiente di dilatazione
termica;
- l'oro verde (in lega con l'argento) e l'oro rosso (in lega col rame) sono usati in gioielleria;
- nello sport e nelle premiazioni:
- una medaglia d'oro è il premio assegnato al vincitore di moltissime
competizioni e concorsi, non ultimi le Olimpiadi ed il Premio Nobel;
- nella cucina:
- l'oro metallico è usato come ingrediente in alcune ricette di alta
cucina; non avendo praticamente alcuna reattività non altera i sapori.
Storia
L'oro è noto e molto apprezzato dagli uomini fin dalla preistoria.
Molto probabilmente è stato il primo metallo mai usato dall'uomo (anche
prima del rame), per la manifattura di ornamenti, gioielli e rituali.
L'oro è menzionano nei testi egizi (geroglifico nwb/nbw) a partire dal faraone Den[7],
I dinastia egizia, intorno al 3000 a.C. In epoca più tarda (XIV secolo
a.C.) nel cuneiforme accadico tipico delle lettere di Tell el-Amarna, il
re assiro Ashur-uballit I e il re Tushratta di Mitanni sostenevano che
in Egitto l'oro fosse "comune come la polvere" (EA# 16 e EA# 19[8]).
L'Egitto e la Nubia avevano infatti risorse tali da renderli i maggiori
produttori d'oro rispetto alla maggior parte delle civiltà della storia
antica.[9]
L’oro, specialmente nel periodo di formazione dello stato egizio, ebbe
sia un ruolo politico che economico: fu infatti uno degli elementi
all’origine della divinizzazione del faraone e della nascita delle città[10].
L'oro viene spesso menzionato nell'Antico Testamento. La parte
sudorientale del Mar Nero è famosa per le sue miniere d'oro, sfruttate
fin dai tempi di Mida: questo oro fu fondamentale per l'inizio di quella
che fu probabilmente la prima emissione di monete metalliche in Lidia,
fra il 643 a.C. e il 630 a.C.
L'oro è stato a lungo considerato uno dei metalli più preziosi, e il
suo valore è stato usato come base per le valute di molti stati (sistema
noto come il Gold standard) in vari periodi storici. Le prime monete
d'oro vennero coniate dal re Creso, sovrano della Lidia, nell'Asia
Minore occidentale, dal 560 a.C. al 546 a.C.; in particolare l’oro della
Lidia proveniva dalle miniere e dalla sabbia del fiume Pactolus.
Secondo il Vangelo secondo Matteo, l'oro fu uno dei doni portati dai
Re Magi al Bambino Gesù. Nella tradizione cristiana l'oro simboleggia la
regalità di Cristo.
Nel Buddhismo è uno dei sette tesori e viene equiparato alla fede o la retta convinzione.
Il simbolo alchemico per rappresentare l'oro.
Il materiale principale dell'alchimia era il mercurio per le
particolari proprietà di questo elemento, che è appunto l'unico metallo
che si presenta in natura allo stato liquido. Gli elementi sono
individuati dal loro numero atomico, che per il mercurio è 80, mentre
per l'oro è 79. Questi due metalli hanno una duttilità e altre proprietà
simili, che la chimica ha confermato poi a livello microscopico. La
vicinanza dei numeri atomici ha fatto pensare anche a scienziati del
'900 di ricavare oro bombardando provette di mercurio con radiazioni,
nel tentativo di dimostrare l'interconvertibilità degli elementi
chimici. Lo scopo principale degli alchimisti era di produrre l'oro
da altre sostanze, come il piombo, presumibilmente tramite una mitica
sostanza chiamata "pietra filosofale". Sebbene non abbiano avuto
successo nei loro intenti, l'alchimia promosse un interesse nella
trasformazione delle sostanze, che pose le basi per lo sviluppo della
chimica moderna. Il simbolo alchemico per l'oro era un cerchio con un
punto nel centro, che è anche il simbolo astrologico, il simbolo
geroglifico e l'ideogramma cinese per indicare il sole (?). Secondo gli
alchemici esisteva infatti una stretta corrispondenza tra l'oro e il
sole, al punto che chiamavano con il termine "sole" in maniera
indistinta sia l'elemento chimico (oro) che il corpo celeste (sole).[11] In particolare con il termine sole obrizzo gli alchemici indicavano l'oro puro ridotto in polvere.[11] Per quanto riguarda i tentativi moderni di ottenere artificialmente l'oro, si ha Stefano H. Emmens con l'argentaurum.
L'esplorazione europea delle Americhe (a partire dal 1492) fu
incentivata dai resoconti dei primi esploratori, che narravano della
gran quantità di monili d'oro indossati dalle popolazioni native,
soprattutto in America Centrale, Perù e Colombia.
Nel XIX secolo esplosero diverse corse all'oro, ciascuna
corrispondente alla scoperta di un nuovo bacino aurifero, ed in
particolare: in California, Colorado, Otago centrale, Australia,
Witwatersrand, Black Hills e nel Klondike.
Anche se dal punto di vista geologico l'oro nell'antichità era
relativamente facile da ottenere, il 75% di tutto l'oro mai prodotto è
stato estratto dopo il 1910.[12]
Si stima che se tutto l'oro raffinato del mondo venisse fuso in un solo
pezzo, formerebbe un cubo di 20 metri (66 piedi) di lato. A causa del
suo alto valore e grazie alla sua resistenza alla corrosione, gran parte
dell'oro estratto nel corso della storia è tuttora in circolazione, in
qualche forma.
Come gli altri metalli preziosi, l'oro viene quotato al grammo o all'oncia[13]. Quando è in lega con altri metalli, la sua purezza è misurata in carati,
con una scala che fissa a 24 carati l'oro puro. Un altro modo comune di
indicarne la purezza è l'uso di un valore compreso tra zero e uno - a
tre cifre decimali - o una frazione in millesimi (18 carati = 18/24 = 0,750 = 750/1000 = 75%).[14]
L'oro utilizzato in gioielleria può avere una purezza massima di 18k,
in quanto un quantitativo maggiore ne renderebbe impossibile la
lavorazione. Per questo motivo il valore dell'oggetto dovrà essere
stimato tenendo conto del metallo con cui l'oro è legato. Infatti un
gioiello con 14k d'oro e 8k di platino è sicuramente più prezioso di uno
a 18k d'oro con 6k di rame. Prestare, dunque, attenzione durante
l'acquisto di un gioiello e non soffermarsi semplicemente ai 18k.
Il prezzo dell'oro è fissato dai mercati; tuttavia, dal 1919, la Borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento (il cosiddetto fixing dell'oro). I cinque mercanti più rilevanti del mondo per lo scambio di oro fisico (in inglese "the Club of Five"[15]) sono: Johnson Matthey, Mocatta & Goldsmith, Samuel Montagu, Rothschild e Sharps Pixley.[16][17]
Storicamente l'oro è stato impiegato per supportare le valute in un sistema economico basato sul gold standard,
in cui il valore di ogni valuta è stabilito equivalente ad una certa
quantità di oro. Come parte di questo sistema, i governi e le banche
centrali tentarono di controllare il prezzo dell'oro, fissandone le
parità con le valute. Per un lungo periodo gli Stati Uniti fissarono il
prezzo dell'oro a 20,67 dollari/oncia (pari a 0,66456 $/g) che poi
elevarono a 35 dollari/oncia[18]
(pari a 1,12527 $/g) nel 1934. Nel 1961 mantenere questo prezzo era
diventata un'impresa ardua; le banche centrali degli Stati Uniti
d'America e dell'Europa iniziarono a coordinare le loro azioni per
mantenere il prezzo stabile contro le forze di mercato.
Il 17 marzo 1968 le circostanze economiche causarono il fallimento di
questi sforzi congiunti; venne introdotto un doppio regime, che fissava
il prezzo dell'oro a 35 dollari/oncia per le transazioni valutarie
internazionali, lasciandolo però libero di fluttuare per quanto
concerneva gli scambi tra privati. Questo doppio regime fu abbandonato
nel 1971, quando il prezzo dell'oro fu lasciato libero di variare in
accordo alle leggi di mercato. Le banche centrali possiedono ancora oggi
riserve auree a garanzia del valore delle proprie valute, anche se il
volume globale di queste riserve è andato via via calando (causa la
progressiva coniazione di moneta in assenza di controvalore aureo o di
qualunque altro metallo).
Dal 1968 il prezzo dell'oro sui mercati ha subito ampie oscillazioni,
con un record massimo di 1.043,78 dollari/oncia (33,10 $/g) il 6
ottobre 2009 (al Comex di New York), ed un minimo di 252,90 dollari/oncia (8,131 $/g) il 21 giugno 1999 (fixing
di Londra). Il prezzo è salito a 420 $/oncia (13,503 $/g) nel 2004 a
causa della svalutazione del dollaro statunitense; il prezzo dell'oro in
altre valute (ad esempio l'euro) ha subito nello stesso periodo un
aumento inferiore, comunque consistente, al 10% dalla quota di 330
euro/oncia (10,6 €/g).
L'oro costituisce a volte parte di un investimento finanziario difensivo (bene rifugio
per la tutela del capitale), data la stabilità del suo valore
commerciale a lungo termine e la sua sostanziale scorrelazione rispetto
all'andamento del mercato azionario ed obbligazionario; proprio per
questa sua stabilità, la speculazione sull'oro diventa particolarmente
appetibile quando la fiducia in una valuta viene meno, e quando il
valore di una valuta è soggetto ad iperinflazione. Il prezzo dell'oro è
anche alla base di futures con cui si specula sul suo ipotizzato
valore futuro. Dall'elezione di Bush a presidente degli Stati Uniti
d'America il prezzo di un'oncia è passato da 200 dollari a 540 dollari.
Il valore dell'oro è fortemente influenzato dall'offerta, motivo per cui
la sua estrazione è ponderata attentamente: incrementarne la produzione
significa spesso farne crollare il prezzo.
Il prezzo massimo raggiunto dall'oro, tenuto conto dell'inflazione,
può essere considerato quello raggiunto il 21 gennaio 1980 (circa 850
dollari l'oncia), corrispondenti a quasi 2000 dollari all'oncia col
potere d'acquisto del 2008.
Per via del suo uso come riserva valutaria, a volte, nella storia, il possesso privato dell'oro è stato regolamentato o bandito.
Ad esempio:
- Negli Stati Uniti il possesso privato di oro, eccezion fatta per la
gioielleria ed il collezionismo numismatico, fu illegale dal 1933 al
1975.
- In Italia, Grecia e Spagna, unici tra i Paesi Europei, il possesso di oro era consentito solo agli istituti bancari.
- In Italia, poteva essere detenuto solo oro lavorato, monete auree o lingottini semilavorati con peso massimo di 100 grammi.
Con il Decreto n. 7 del 2000, in recepimento della Direttiva 98/80/CE, è stato aperto in tutta Europa (anche ai privati) il possesso di oro fino.[19]
L'oro da gioielleria, cioè
quello legato a uno o più metalli per aumentarne la rigidità, presenta
una colorazione bianca o rossa, a seconda del tipo di lega (con argento o
rame).
- L'oro giallo è composto al 75% d'oro, al 12,5% d'argento e al 12,5% da rame.
- L'oro rosa è normalmente composto dal 75% d'oro, al 5% d'argento ed al 20% da rame.
- L'oro grigio è composto al 75% d'oro, al 15% d'argento ed al 10% di rame.
- L'oro blu è una lega di oro e di ferro. Un trattamento
termico ossida gli atomi di ferro sulla superficie dell'oro, e gli dona
la colorazione azzurra.
- L'oro bianco da gioielleria è composto al 75% da oro, ed al 25% da nichel, argento o palladio.
Bisogna
notare che il termine "oro bianco" è spesso utilizzato per designare
l'oro grigio in bigiotteria. L'oro bianco è ricoperto da un fine strato
di rodio, che sparisce per usura, con il tempo, ridando un colore giallo
all'oro. È una lega inventata dopo la prima guerra mondiale.
Per la doratura tramite fogli sottili di oro, la lega deve essere il più possibile duttile e malleabile.
- L'oro giallo da doratura è composto dal 98,0% d'oro, dall'1,0% d'argento e dall'1,0% da rame. Può anche essere puro.
- L'oro rosso da doratura è composto dal 94,5% d'oro e dal 5,5% di rame.
- L'oro ½ giallo da doratura è composto dal 91,5% d'oro, dal 6,0% d'argento e dal 2,5% di rame.
- L'oro limone da doratura è composto dal 94,5% d'oro e dal 5,5% d'argento.
- L'oro grigio da doratura è composto dal 75,5% d'oro, 14,5% di palladio e dal 10,0% d'argento
- L'oro bianco francese da doratura è composto dal 20,0% d'oro e dall'80,0% d'argento, altrove in Europa, è al 50,0% oro, e al 50,0% argento.
Ogni gioielliere e battitore d'oro ha comunque le sue leghe, che si scostano leggermente dai valori standard.
La tabella seguente presenta alcuni valori di concentrazione in peso tipici:[20][21][22]
Lega |
Au |
Ag |
Cu |
Al |
Fe |
In |
Co |
Ni |
Zn |
Pd |
| 1N-14 |
58,5 |
26,5 |
15,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| 2N-18 |
75,0 |
16,0 |
9,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| 3N |
75,0 |
12,5 |
12,5 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| 4N |
75,0 |
9,0 |
16,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| 0N |
58,5 |
34,0 |
7,5 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| Oro rosso |
50,0 |
0 |
50,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| Oro blu |
75,0 |
0 |
0 |
0 |
25,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| Oro blu |
46,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
54,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| Oro porpora |
80,0 |
0 |
0 |
20,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| Oro nero |
75,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
25,0 |
0 |
0 |
0 |
| Oro bianco al nichel 18K |
75,0 |
0 |
2,2 |
0 |
0 |
0 |
0 |
17,3 |
5,5 |
0 |
| Oro bianco al nichel 18K |
75,0 |
0 |
8,5 |
0 |
0 |
0 |
0 |
13,5 |
3,0 |
0 |
| Oro bianco al nichel 18K |
75,0 |
0 |
13,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
8,5 |
3,5 |
0 |
| Oro bianco al nichel 14K |
58,5 |
0 |
22,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
12,0 |
7,4 |
0 |
| Oro bianco al nichel 10K |
41,7 |
0 |
32,8 |
0 |
0 |
0 |
0 |
17,1 |
8,4 |
0 |
| Oro bianco al nichel 9K |
37,5 |
0 |
40,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
10,5 |
12,0 |
0 |
| Oro bianco al palladio 18K |
75 |
5 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
20 |
| Oro bianco al palladio 18K |
75 |
10 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
15 |
| Oro bianco al palladio 18K |
75 |
15 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
10 |
| Oro bianco al palladio 18K |
75 |
10,5 |
3,5 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0,9 |
0,1 |
10 |
| Oro bianco al palladio 18K |
75 |
9,9 |
5,1 |
0 |
0 |
0 |
0 |
1,1 |
3,5 |
6,4 |
| Oro bianco al palladio 18K |
75 |
6 |
3,0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
7,0 |
0 |
15 |
| Oro bianco al palladio 14K |
58,3 |
32,5 |
14,5 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
1 |
20 |
| Oro bianco al palladio 14K |
58,5 |
8,4 |
3 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
1 |
5 |
| Oro bianco al palladio 10K |
41,7 |
52 |
20,5 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
1,4 |
28 |
| Oro bianco 9K |
37,5 |
0 |
4,9 |
0 |
0 |
0 |
0 |
1,4 |
4,2 |
0 |
Disponibilità [modifica]
Per via della sua relativamente elevata inerzia chimica, l'oro si
trova principalmente allo stato nativo o legato ad altri metalli. Spesso
si presenta in forma di granelli e pagliuzze, tuttavia a volte si
trovano anche agglomerati piuttosto grossi, detti pepite. I granelli
appaiono inclusi in minerali o sulle superfici di separazione tra
cristalli di minerali.
L'oro si trova associato al quarzo, spesso in filoni, e ai solfuri
minerali. I solfuri cui si associa più spesso sono la pirite, la
calcopirite, la galena, la sfalerite, l'arsenopirite, la stibnite e la
pirrotite. Meno frequentemente è associato alla petzite, alla
calaverite, alla silvanite, alla muthmannite, alla nagyagite ed alla
krennerite.
L'oro è distribuito ampiamente in tutta la crosta terrestre, con una
concentrazione media di 0,03 ppm (0,03 grammi per tonnellata).
Giacimenti di minerali d'oro si trovano nelle rocce metamorfiche e nelle
rocce ignee, da cui si formano per dilavamento i giacimenti di oro
alluvionale.
La principale fonte dell'oro è rappresentata dalle rocce ignee e dai
depositi alluvionali. Un giacimento generalmente necessita di qualche
processo di arricchimento per poter diventare commercialmente
sfruttabile: un processo chimico o fisico - quali l'erosione o lo
scioglimento - o un più generale metamorfismo, con cui si concentra
l'oro disperso nei solfuri o nel quarzo.
I più comuni giacimenti primari sono detti "filoni" o "vene". I
giacimenti primari vengono erosi e dilavati dalle intemperie; l'oro
viene trascinato a valle formando depositi alluvionali. Un altro tipo di
giacimento è quello associato a scisti e rocce calcaree sedimentarie,
che contengono tracce d'oro e di altri metalli del gruppo del platino,
finemente disperse.
Nell'acqua marina, l'oro è presente in concentrazioni variabili tra 0,1 e 2 milligrammi per tonnellata (0,1÷2 ppb), per
un totale stimabile in 270.000.000 tonnellate, contro le circa 50.000
tonnellate che si stima contenga ancora la crosta terrestre.[senza fonte] La bassissima concentrazione rende almeno per il momento antieconomica qualunque ipotesi di estrazione dall'acqua.
Nel 2001, si calcola che ci fosse in circolazione una quantità totale di oro pari a 140.000 tonnellate,[senza fonte] una quantità che può essere rappresentata, in volume, come un cubo di lato pari a circa 20 metri.
Produzione
L'estrazione dell'oro dai suoi minerali diventa economicamente
conveniente quando la concentrazione del metallo è superiore a 0,5 ppm
(0,5 grammi per tonnellata); nelle grandi miniere a cielo aperto la
concentrazione tipica è compresa tra 1 e 5 ppm; per i minerali scavati
in miniere sotterranee, la concentrazione media è circa 3 ppm. Per
essere visibile a occhio nudo in un suo minerale l'oro deve avere una
concentrazione di circa 30 ppm; questo spiega perché perfino nelle
miniere d'oro è poco frequente vederlo.
L'oro è estratto dai depositi alluvionali per dilavamento, e dai
minerali rocciosi per metallurgia estrattiva. Spesso la raffinazione del
metallo si accompagna alla clorurazione o all'elettrolisi.
Storicamente, sin dal 1880 lo Stato del Sudafrica è stato la fonte di
circa due terzi dell'oro estratto nel mondo. La città di Johannesburg è
stata costruita alla sommità di uno dei più grandi giacimenti del
mondo. I giacimenti negli stati sudafricani dell'Orange e del Transvaal
sono invece tra le miniere più profonde del mondo. La guerra Boera del
1899-1901 tra i boeri e i britannici fu in parte dovuta ai diritti di
sfruttamento ed ai contenziosi aperti sulle proprietà delle miniere
sudafricane.
Tuttavia, a partire dal 2007, la posizione di predominio del
Sudafrica è stata superata dalla Cina, la cui produzione nel 2008 è
giunta fino a 260 tonnellate di oro, con un incremento del 59% a partire
dal 2001[23].
Tra gli altri maggiori produttori figurano il gli Stati Uniti
(principalmente in South Dakota e Nevada) l'Australia (principalmente
nello stato dell'Australia Occidentale), nonché il Perù e la Russia[23].
In Italia, l'oro, in piccole quantità, si trova nei fiumi, quali il
Po ed il Ticino. Nelle viscere del Monte Rosa si trova un giacimento di
20 chilometri, superiore a quelli attualmente più produttivi (presenti
in Sud Africa). Tuttavia, a causa di problemi ambientali e di sicurezza,
tale oro non è sfruttato né sfruttabile. In passato sono stati
sfruttati piccoli giacimenti di oro (Arsenopirite aurifera) con miniere
in galleria in Piemonte (Valle Anzasca), Val d'Aosta (Arbaz) e fino alla
fine del 2008 l'unico giacimento di oro oggetto di coltivazione in
Italia era quello di Furtei nella provincia del Medio Campidano.
Prospezioni di tipo geofisico hanno dimostrato che l'oro è abbastanza
frequente, anche se in bassissime concentrazioni, in varie zone della
Toscana, della Sardegna e di altre regioni.
L'Italia è un modesto produttore di oro. In compenso, dal 1998, è
stata il maggiore trasformatore di oro al mondo, con una media di
450-500 tonnellate lavorate ogni anno.
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Per approfondire, vedi la voce Isotopi dell'oro. |
Benché sia considerato un metallo nobile,[24]
perché resistente a molti agenti corrosivi e relativamente inerte dal
punto di vista chimico, l'oro può formare diversi composti. Il cloruro
aurico (AuCl3) e l'acido cloroaurico (HAuCl4) sono i più comuni tra essi.
Il numero di ossidazione dell'oro nei suoi composti può essere +1 (composti aurosi) o +3 (composti aurici).
In condizioni drastiche e con reattivi energici, l'oro può anche
assumere numero di ossidazione +5 (il pentafluoruro di oro AuF5) e l'insolito (per un metallo) -1. Questi ultimi composti, che contengono l'anione Au- sono detti aururi; sono noti l'aururo di cesio, CsAu, di rubidio, RbAu, e di tetrametilammonio (CH3)4N+Au-.
Altri composti dell'oro noti sono:
- gli alogenuri d'oro (fluoruri, cloruri, bromuri e ioduri)
- i calcogenuri d'oro (ossidi, solfuri, selenuri, tellururi)
- l'idrazide aurosa, AuN2H4, una polvere esplosiva color verde scuro, nota nell'antichità come aurum fulminans.
Gli atomi di oro possono aggregarsi in cluster.
Presente in natura in ben 30 isotopi (da 175Au a 204Au), solo 197Au è stabile. Gli altri sono tutti radioattivi ed il più stabile di essi è 195Au, la cui emivita è di 186 giorni.
Il corpo umano non assorbe l'oro in quantità rilevanti, per cui i
suoi composti non sono normalmente considerati molto tossici. Sono stati
tuttavia riscontrati danni al fegato e ai reni di malati di artrite
curati con farmaci a base di oro (sali d'oro).
L'oro è ampiamente usato in Odontoiatria e soprattutto in
odontotecnica per la realizzazione di: ponti, corone, cappe radicolari,
scheletrati per protesi amovo-rimovibili, per ricostruzioni parziali
della parte occlusale del dente (intarsi OMD; Inlay ed Onlay).
Era considerato uno dei materiali per otturazione più sicuri.
L'intarsio in oro veniva confezionato in laboratorio e successivamente
posizionato, dall'odontoiatra, nella cavità del dente, specificatamente,
per otturazioni molto estese grazie alla sua malleabilità, duttilità ed
elasticità; garantiva una lunga durata rispetto all'amalgama,
utilizzata solo per otturazioni poco estese. In questi ultimi decenni
l'oro e l'amalgama sono stati sostituiti da compositi fotopolimerizzanti
sia per un fattore estetico, sia per resistenza all'abrasione
(paragonabile a quella del dente naturale). L'oro nel cavo orale può
assumere delle colorazioni grigio-scuro per effetto della presenza di
altre leghe metalliche, stellite, leghe nichel-cromo, leghe al palladio,
amalgama. Tale fenomeno viene definito "bimetallismo"; generato per
elettrolisi. Nel merito non si riscontra nessuna intollerabilità da
parte del paziente riconducibile all'oro; perché è la combinazione di
più leghe a determinare quanto detto.
L'utilizzo di oro come agente terapeutico ("crisoterapia"[25]) per la cura dell'artrite reumatoide [26]
può causare dei segni e sintomi specifici chiamati crisiasi. Tra gli
effetti di rilievo derivati dall'assunzione di composti farmaceutici a
base d'oro sono da annoverare i segni dermatologici, in particolare un
colorito grigio-bluastro della cute, più accentuato nelle zone esposte
al sole e nell'area periorbitaria [27][28][29], a volte l'oro può accumularsi selettivamente nelle unghie dando un colore giallo alle stesse.[30]
Le aree cutanee delle persone che hanno assunto oro, esposte a Q-switched laser manifestano un colorito grigio-bluastro.[31]
L'oro, come altri metalli (es. rame nella Malattia di Wilson) può
andare in accumulo in strutture oculari, visibile con una lampada a
fessura.[32]
Interessante notare che dopo somministrazione per via iniettiva di
oro radioattivo questo tende ad accumularsi nella zona pettorale.[33]
FONTE DI NOTIZIE WIKIPEDIA

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